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Press coverage, Analysis & Views


I disastri naturali dell'estate 2005 fanno lievitare la riassicurazione
Published by Paolo Ligammari - Monthly - Finanza e Mercati - 31.10.2005
 


Cinque dei dieci uragani più catastrofici nella storia degli Stati Uniti si sono prodotti negli ultimi 13 mesi. E per fortuna Rita, l'ultimo della serie, si è rivelato assai meno devastante di Katrina, il peggior disastro naturale sul suolo americano. Secondo gli esperti di meteorologia si tratta di un segno inequivocabile degli effetti sul clima (e sull'uomo) del surriscaldamento degli oceani e dell'aumento dell'intensità delle tempeste. E aggiungono: non c'è nessuna speranza che la violenza di cicloni e uragani possa diminuire in futuro. Meglio dunque prepararsi al peggio. Un indice dell'ondata di panico scatenata tra la popolazione dalla lunga estate delle tempeste, del resto, è rappresentato dalla corsa all'assicurazione: tra Katrina e Rita il valore delle proprietà assicurate è raddoppiato, da 330 a 740 miliardi di dollari. "Per i danni assicurati provocati dal passaggio su Mississippi e Louisiana di Katrina non si dispone ancora di una stima attendibile - spiega Benito Pagnanelli, fondatore della Pagnanelli Risk Solutions, consulente in materia di assicurazioni e copertura dei rischi - L'impatto economico è enorme, probabilmente nell'ordine dei 60 miliardi, secondo le stime di Swiss Re, uno dei gruppi riassicurativi più attivi sul Pianeta". Persino i colossi del petrolio si leccano le ferite: il gigante inglese Bp, per esempio, ha tagliato di 700 milioni di dollari le stime sui profitti del 2005 per i danni arrecati alle piattaforme operative nel Golfo del Messico. Ma l'impatto più devastante è quello che peserà sui colossi delle polizze, già fiaccate da un 2004 già record, con 40 miliardi di dollari di danni accertati. Con il passare delle settimane le compagnie hanno dovuto raddoppiare le stime dei danni provocati da Katrina (Munich Re è arrivata a considerare 1,1 miliardi di dollari in costi diretti; Swiss Re 1,2, addirittura 3 miliardi sono stati messi in conto da General Re, la compagnia riassicurativa controllata dal miliardario americano Warren Buffett). "Per questo - continua Pagnanelli - le "assicurazioni delle assicurazioni" hanno già provveduto a correre ai ripari, proponendosi di alzare i premi per i disastri naturali". In effetti, per il secondo anno consecutivo, i riassicuratori si trovano a dover fare i conti con catastrofi climatiche di natura eccezionale.
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