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Press coverage, Analysis & Views


Lo sviluppo delle nuove tecnologie e la loro applicazione nel settore assicurazioni
Published by ads agenzia di stampa - 10.11.2005
PAY PER USE INSURANCE l'assicurazione a consumo


La maggior parte delle applicazioni per la “navigazione” satellitare è basata attualmente sul sistema americano GPS. Un grande sforzo tecnologico è in corso in Europa, per integrare le informazioni derivate da satelliti con varie altre tecniche e al fine di ottenere una maggiore precisione di posizionamento con una affidabilità migliorata. Lo scenario ha cominciato a mutare già recentemente con EGNOS che offre servizi integrativi a quelli del GPS. In futuro la struttura del Galileo Satellite Navigation System (GNSS) aumenterà notevolmente la capacità e la qualità dei servizi, aumentando anche il numero delle possibili applicazioni e dei potenziali utilizzatori. Le principali applicazioni già evidenziate sono: trasporto, strada, ferrovia, aviazione, trasporto pubblico, marittimo, sicurezza, energia, telecomunicazione, finanza, assicurazione, ingegneria civile, agricoltura, pesca, ambiente, persone disabili, protezione civile, scienza, svaghi, ecc... Nell'ambito del progetto è stato creato il Galileo Joint Undertaking (GJU) congiuntamente tra la Commissione Europea e l'ESA per gestire la fase di sviluppo del Programma Galileo. Il GJU ha già definito alcuni progetti piloti come il VeRT (Vehicle Road Tolling, che ha sviluppato tra l'altro anche il concetto di Pay-Per-Use Insurance), il Cuspis (A Cultural Heritage Space Management System), il GIROADS (GNSS introduction in the Road Sector) ed altri, dei quali, insieme a primarie aziende e società di servizi e consulenza, anche la Pagnanelli Risk Solutions Ltd (PRS) è stata chiamata a far parte. Sul nuovo sistema del “Pay-Per-Use Insurance” ADS agenzia di stampa ha intervistato Benito PAGNANELLI, Presidente della Pagnanelli Risk Solutions Ltd.

Lei che ha lavorato sull'argomento anche a livello di progetti della Commissione Europea, ci può meglio spiegare il concetto del “Pay-Per-Use Insurance”?

E' un concetto che si sta affermando da qualche anno nel settore RC Auto. Per semplicità possiamo tradurlo con “paghi l'assicurazione a consumo”, cioè più usi l'auto o l'autocarro e più paghi in base al chilometraggio. Si sta aggiungendo poi anche un altro concetto: ”meglio usi e guidi l'auto e meno paghi”.

Cosa significa in pratica “guidare meglio” e come si può misurare questo fattore che consente un risparmio del premio?

Oggi, con le tecnologie satellitari in continua evoluzione, si possono ottenere dati, sull'affidabilità del mezzo di trasporto e sul comportamento del guidatore, che pochi anni fa erano difficilmente immaginabili. I sistemi satellitari possono fornire informazioni come lo spessore dei pneumatici, il modo di guidare di un automobilista, la velocità, le strade percorse e in quali orari, la percorrenza chilometrica, e tanti altri.

Questi nuovi sistemi di determinazione del costo dell'assicurazione RC Auto faranno abbandonare tutti i parametri usati finora dagli assicuratori?

Questo non sarà il caso. Resteranno infatti sempre validi i fattori come: l'età, il sesso, l'attività dell'assicurato, l'esperienza di guida e quant'altro le singole compagnie d'assicurazione ritengono sia significativo ai fini delle loro valutazioni. E' noto che le compagnie danno spesso pesi diversi ai vari fattori che considerano utili alla determinazione del premio e su cui poi si articola la forte concorrenza che esiste nel settore. E' certo che i maggiori elementi che i sistemi satellitari permettono oggi di acquisire consentono una più accurata valutazione dei singoli rischi. In futuro, fermi restando ancora i vecchi parametri, ci dovrebbe essere, grazie a una più vasta gamma di informazioni, una maggiore coerenza tra rischio e premio relativo.

Che grado di affidabilità offrono queste tecnologie?

Va tenuto presente anzitutto che, una volta introdotto, il sistema dovrà essere sempre disponibile e non soggetto a interruzioni motivate da altre priorità. Per esempio, il GPS americano prevede la possibilità di interruzione del servizio in particolari circostanze, ad esempio in caso di guerra. I dati forniti devono essere certi e non facilmente soggetti a contraffazioni. L'affidamento dato dai tecnici su questi punti sembra offrire garanzie, specialmente per quanto riguarda i sistemi satellitari più recenti e quelli ancora in gestazione come il GNSS europeo.

Secondo Lei, chi ha più interesse all'utilizzo di questo sistema di “pricing” delle coperture RC Auto, l'assicurato o l'assicuratore?

Ritengo che l'interesse sia per entrambi:
- l'assicuratore perché così avrebbe a disposizione una gamma di informazioni più ampia, per meglio tarare i suoi premi e, probabilmente, ridurre anche i suoi costi di gestione, una volta terminata la fase di ristrutturazione interna al suo network che l'uso di queste tecnologie certamente comporterà;
- l'assicurato perché, se è dimostrata la validità di certi presupposti circa l'uso del veicolo, potrà avere un costo assicurativo meglio allineato alla reale consistenza del rischio.

Lei pensa che tutto il mercato delle compagnie correrà ad attrezzarsi per adottare questi nuovi sistemi?

Non credo che vi sarà una corsa, ma certo, dichiarato o nascosto, c'è già l'interesse ad affrontare il tema. Qualche Compagnia, anche in Italia, ha già offerto prodotti assicurativi basati su questi sistemi. In generale, tolti i dubbi sull'affidabilità della tecnologia, si dovrà superare un fattore inizialmente frenante, e cioè la considerazione che i guidatori meno rischiosi otterranno così delle riduzioni, ma sarà difficile pensare che i guidatori peggiori siano disposti a pagare premi ancora superiori a quelli attuali, per compensare una eventuale contrazione, nel complesso, del volume premi globale. Non va poi trascurato che il successo dipenderà anche dal costo dell'equipaggiamento da installare, il satellitare, e da quello per il servizio del gestore del sistema. Nel lungo periodo, questo fattore dovrebbe però perdere la sua importanza man mano che aumenta l'utilizzo del sistema stesso.

Oltre al fattore sociale che premia chi fa meno uso del veicolo, ci sono altri aspetti che secondo Lei suggeriscono una maggiore diffusione di questo tipo di polizza con “premio a consumo”?

Studi americani dimostrerebbero che vi sono consistenti altri vantaggi come ad esempio la diminuzione degli incidenti e degli effetti inquinanti della circolazione. Sembra accertato che il numero di incidenti è strettamente correlato all'ampiezza della circolazione. Si prevede che la circolazione diminuirebbe nel momento in cui i guidatori sanno che meno chilometri fanno e più risparmiano sul costo dell'assicurazione. Uno studio relativo alla California ha portato a concludere che il Pay-Per-Use insurance porterebbe a un risparmio medio del 10-15% sui costi assicurativi, ad una riduzione del traffico del 15% con conseguente anche riduzione della congestione del traffico (risparmi in termini di tempo del 15-20%) e, infine, ad una riduzione degli incidenti del 12-15%. Senza contare i risparmi energetici. Questi studi dimostrerebbero inoltre che la minore circolazione comporterà un grosso beneficio per la riduzione dell'inquinamento. Io, personalmente, credo che questi benefici si potrebbero ottenere. Non sono in grado però di valutarne la quantificazione per la quale sarebbe interessante che anche in Europa, e soprattutto in Italia, si facessero degli studi.

C'è un qualche elemento che potrebbe creare perplessità da parte degli assicuratori ad accettare queste nuove formule di tariffazione?

Ci sono indubbiamente altri aspetti che andrebbero approfonditi e soprattutto quello della privacy. Il guidatore che sa di essere “monitorato” all'interno della sua auto, può avere qualche resistenza di tipo psicologico…..e quindi continuare a preferire l'assicurazione basata sul premio forfettario annuo.

In quali Paesi, il sistema ha registrato finora il maggior numero di applicazioni?

Negli Stati Uniti, alcuni Stati ne hanno sollecitato l'applicazione. In Francia, l'AXA lo propone da alcuni anni, in Gran Bretagna la Norwich Union ha iniziato la fase sperimentale, in Italia sono noti alcuni prodotti assicurativi del genere lanciati dalla stessa AXA, da Unipol e Sara. Ma è indubbio che altri seguiranno.

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